1938: GP Italia, Nuvolari vince con l’Auto Union

By | 4 Giugno 2024

di Massimo Campi –

campi_di_storia_nuvolari_monza_gp_1938La 16° edizione del GP d’Italia va nuovamente in scena nell’Autodromo di Monza dopo l’edizione precedenze che era stata disputata sul Circuito dell’Ardenza a Livorno, La gara valeva per i Campionati Italiano ed Europeo del 1938 ed è stata disputata sul tracciato Florio, introdotto dal conte Vincenzo Florio nel 1930, utilizzato anche per la gara del 1935 e del 1936. Il percorso consisteva per la maggior parte nel circuito asfaltato di 5,5 km che si collegava con l’ovale sul rettilineo posteriore dove era stato costruita la nuova variante con una brusca svolta a sinistra che conduceva attraverso un breve rettilineo al circuito ovale dove una brusca svolta a destra si dirigeva verso la curva sud dell’ovale. Per rallentare le velocissime vetture tedesche viene utilizzata una sola chicane, posta poco dopo la metà della Curva Sud sul tracciato ovale. Si trattava di un ostacolo artificiale costituito da due curve a doppia S che portavano la lunghezza del Tracciato Florio a 6,993 km che doveva essere percorso 60 volte, per un totale di 419,58 km. Sono 18 le vetture iscritte alla gara, con due team ufficiali ed il resto di scuderie e piloti privati. Il team Daimler-Benz, gestito da Alfred Neubauer, arrivò con cinque vetture W 154 per Rudolf Caracciola, Manfred von Brauchitsch, Hermann Lang, Richard Seaman e il pilota di riserva Walter Bäumer. L’Auto Union, comandata dal team manager Karl Otto Feuereissen, è arrivata a Monza con cinque vetture V-12 tipo D, per Tazio Nuvolari, Hans Stuck, HP Müller e Christian Kautz, con Rudolf Hasse come pilota di riserva.

Le Alfa Romeo da Gran Premio erano gestite direttamente dall’Alfa Corse del Portello che schiera a Monza le nuove vetture sovralimentate progettate da Gioachino Colombo e Luigi Bazzi. Le monoposto montano un otto cilindri in linea e un V-12 basato sui motori precedenti e anche un V-16. Le 16 cilindri furono iscritte per Nino Farina e Clemente Biondetti, mentre a Jean-Pierre Wimille e Piero Taruffi furono assegnate le 12 cilindri e come riserva hanno Severi. Ghersi e Belmondo, due piloti indipendenti, sono iscritti entrambi con Alfa Romeo otto cilindri in linea da 3 litri, mentre la Maserati iscrive tre vetture 8 cilindri da 3 litri di tipo 8CTF per Luigi Villoresi, Carlo Felice Trossi e Goffredo Zehender.

Domenica 11 settembre 1938 sono circa 80.000 le persone sugli spalti monzesi sotto un cielo azzurro con un sole caldo, dopo i giorni di pioggia che hanno accompagnato le prove delle vetture. Al mattino corrono le monoposto Voiturette di 1.5 litri per disputare il Gran Premio di Milano, vinto da Emilio Villoresi. Nel pomeriggio, dopo che vetture e piloti hanno sfilato davanti alle tribune, sono 17 le vetture schierate sulla griglia di partenza in ordine di tempo di prova con la vettura più veloce a destra. Dai tempi in prova sembra favorita la Mercedes che parte in testa con Lang mentre Nuvolari è solo quarto con la sua Auto Union D-Type. Al secondo giro, Caracciola è andato in testacoda con la sua Mercedes-Benz entrando nel rettilineo Florio, si spegne il motore e riparte all’ultimo posto. Dopo 5 giri Tazio Nuvolari inizia a risalire posizioni ed al nono giro prende la testa della gara superando la Mercedes di Lang.

Intanto iniziano i ritiri: Belmondo con l’Alfa si ferma al 13° giro mentre la Maserati di Zehender e Wimille scompaiono prima del 17° giro, Kautz (Auto Union), Taruffi (Alfa Romeo) e Seaman (Mercedes-Benz) si ritirano al 16° giro. Von Brauchitsch (Mercedes-Benz abbandona dopo giro 20, quando Nuvolari lottava ancora con Lang per il comando seguito dalle Auto Unions di Müller e Stuck con Trossi (Maserati) quinto. Luigi Villoresi (Maserati) e Lang si fermano dopo aver realizzato il giro più veloce. La situazione al 35° giro vede in testa le tre Auto Union di Nuvolari, Stuck e Müller davanti alle Alfa Romeo 16 cilindri di Biondetti e Farina, subito dopo la vettura di Caracciola davanti all’Alfa Romeo di Ghersi. Hans Stuck si ferma al giro 41 e Müller a quattro giri dalla fine, lasciando solo cinque vetture in pista.

Allo scadere dei 60 giri previsti è Tazio Nuvolari a trionfare conquistando la prima vittoria del 1938 per l’Auto Union, davanti all’Alfa Romeo V-16 di Farina, Caracciola (Mercedes) con l’aiuto di Brauchitsch arrivò terzo, l’Alfa Romeo V-16 di Biondetti quarta e l’indipendente Ghersi (Alfa Romeo) ultimo. La folla impazzisce per la vittoria del mantovano volante che viene portato in trionfo per i vari festeggiamenti del podio, nonostante abbia corso con una vettura tedesca.

di Massimo Campi
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