1928: Louis Chiron vince il tragico Gran Premio d’Europa con la Bugatti

By | 4 Giugno 2024

di Massimo Campi –

autodromo di monza gp italia 1928Come unico evento riservato alla formula internazionale il Gran Premio d’Europa di Monza fu la gara più importante del 1928. Verrà anche ricordato come uno dei giorni neri della pista brianzola per l’incidente più drammatico che sia mai accaduto in una gara automobilistica fino a quel momento. Il tutto accadde quando la Talbot di Materassi uscì di pista a circa 200 km/h falciando un gruppo di spettatori, uccidendo 23 persone più il pilota e ferendone gravemente altre 35.

La Commissione Sportiva Internazionale decise che il Gran Premio d’Europa non sarebbe stato più aperto solo ed esclusivamente ai costruttori ma anche ad altre vetture se avessero avuto il benestare della casa madre. Questa decisione avrebbe consentito finalmente la partecipazione di piloti indipendenti che non potevano essere precedentemente ammessi. Il Gran Premio d’Europa era previsto in Gran Bretagna, ma gli organizzatori inglesi non erano interessati alla gara che venne disputata a Monza il 9 settembre. Era la sesta edizione del Gran Premio d’Europa ed anche l’ottava valida come Gran Premio d’Italia. L’organizzazione era a cura della Commissione Sportiva del RACI e della Società Autodromo di Monza sotto la supervisione del Conte Vincenzo Florio e del Cavaliere Renzo Castagneto, direttore di gara. Sfruttando le nuove regole, le Bugatti di Louis Chiron e Williams erano state iscritte in modo indipendente dai loro piloti. Chiron era considerato il più minaccioso dei piloti stranieri ed era pronosticato come probabile vincitore. Era un pilota dallo stile perfetto ed aveva già vinto durante la stagione i Gran Premi di Francia, Roma e San Sebastian; fece dipingere il radiatore e il cofano della sua auto blu con i colori del Principato di Monaco. La Maserati fu l’unica scuderia a iscrivere due vetture appositamente progettate per la Formula 1928, la 26R con motore 8 cilindri da 1700 cc per Maggi e Borzacchini. Oltre ai due c’era anche la Maserati due litri di Ernesto Maserati e quelle dei piloti siciliani Fisauli e Piccolo.

Tutti i restanti partecipanti erano indipendenti, come il team Talbot del famoso pilota italiano Materassi che aveva acquistato cinque vetture da Gran Premio. Le vetture della Scuderia Materassi erano pilotate dallo stesso Materassi, Arcangeli, Brilli Peri, Comotti e Brivio. Oltre a queste vetture, c’erano 11 Bugatti , due modelli con motore 1500 cc e le altre con il due litri. Solo il pilota svizzero Probst non aveva un’auto sovralimentata. Erano iscritte anche due vecchie Delage con motori 12 cilindri da 2 litri, uno con compressore e l’altro senza. Infine c’era anche Achille Varzi con una vecchia ma veloce Alfa Romeo P2 che aveva acquistato da Campari dopo aver vinto la Coppa Acerbo.

Domenica 9 settembre 1928 era una giornata calda e soleggiata, il pubblico iniziava ad arrivare sin dalle 7,30 del mattino, ed alle 9 le tribune erano già completamente piene. Per la gara del 1928, la linea di partenza e di arrivo era stata posta sul rettilineo di fondo del circuito interno, di fronte alla tribuna dei cronometristi e davanti ai box. La modifica venne effettuata per non avere problemi con la prima curva, visto il numero di partecipanti. Anche per motivi di sicurezza non si voleva che la massa compatta delle vetture si inseguisse nelle curve del circuito stradale, preferendo la più ampia Curva Nord dell’ovale dove i più veloci potevano prendere un certo distacco rispetto alle vetture più lente.

Alle 10:30 venne data la partenza dal sottosegretario Giunta con Williams che si porta subito al comando seguito da Nuvolari, Borzacchini, Materassi, Brilli Peri e Varzi. La Bugatti di Williams comanda la gara fino al quinto giro quando si deve ritirare con il motore fuso. Nuvolari balza la comando ma presto viene superato da Brilli Peri fino a quando non deve rallentare per problemi alla sua vettura. La lotta per la testa della gara è tra Nuvolari e Varzi con Chiron che rimonta sul gruppo. Il dramma va in scena al 18° giro quando Materassi tenta di sorpassare Foresti con la sua Talbot che sbanda in pieno rettilineo, finisce nel fossato che delimita la pista ed atterra con una gigantesca nuvola di polvere tra gli spettatori che affollavano i limiti della trincea. Nella corsa impazzita la Talbot falciò la folla provocando 22 morti e 36 feriti oltre a Materassi che venne sbalzato dalla vettura. Nonostante l’incidente, la gara non venne sospesa, il direttore di gara Renzo Castagneto si rese subito conto della gravità della situazione, ma un arresto improvviso della gara avrebbe suscitato il panico e molti problemi per i soccorsi. La squadra Talbot si ritirò in segno di lutto. La gara perse comunque di interesse, e dopo le varie soste ai box per i rifornimenti e sistemazioni della meccanica, fu Louis Chiron che prese il comando della gara sorpassando Varzi. Il pilota della Bugatti continuò imperterrito e mantiene la posizione fino alla fine. Al termine di 60 giri Chiron tagliò il traguardo dopo 3h45m08.6 s ad una media di 159,898 km/h, nuovo record per Monza. Dietro arrivò Achille Varzi distaccato di oltre due minuti, seguito da Nuvolari e Drouet, che erano rimasti indietro di quattro giri. La classifica vede poi la Maserati di Maggi al quinto posto.

Per Chiron fu una vittoria triste, il pilota della Bugatti venne informato dell’incidente solo dopo l’arrivo ed andò a visitare la salma dell’amico Matereassi da Meo Costantini, Giulio Binda e Musy. Si concluse così il Gran Premio d’Europa 1928, con una giornata di lutto che non sarà dimenticata.

di Massimo Campi
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