Gran Premio d'Italia di Formula 1

Gran Premio d'Italia, Monza 1950

XXI Gran Premio d'Italia
Autodromo di Monza, 3 settembre 1950
Lunghezza pista Km 6,300
Gara di 80 giri (km 504)

Autodromo di Monza

Prove di qualificazione - Qualifing session

Pos No Pilota Vettura Tempo    Distacco
1 18  Juan Manuel Fangio Alfa Romeo 1:58.6  
2 16  Alberto Ascari Ferrari 1:58.8 + 0.2
3 10  Nino Farina Alfa Romeo 2:00.2 + 1.6
4 46  Consalvo Sanesi Alfa Romeo 2:00.4 + 1.8
5 36  Luigi Fagioli Alfa Romeo 2:04.0 + 5.4
6 48  Dorino Serafini Ferrari 2:05.6 + 7.0
7 60  Piero Taruffi Alfa Romeo 2:05.8 + 7.2
8 12  Raymond Sommer Talbot-Lago-Talbot 2:08.6 + 10.0
9 4  Franco Rol Maserati 2:10.0 + 11.4
10 44  Robert Manzon Simca-Gordini 2:12.4 + 13.8
11 40  Guy Mairesse Talbot-Lago-Talbot 2:13.2 + 14.6
12 42  Maurice Trintignant Simca-Gordini 2:13.4 + 14.8
13 58  Louis Rosier Talbot-Lago-Talbot 2:13.4 + 14.8
14 64  Henri Louveau Talbot-Lago-Talbot 2:13.8 + 15.2
15 30  Prince Bira Maserati 2:14.0 + 15.4
16 24  Philippe Étancelin Talbot-Lago-Talbot     2:14.4 + 15.8
17 38  Toulo de Graffenried     Maserati 2:14.4 + 15.8
18 8  Peter Whitehead Ferrari 2:16.2 + 17.6
19 6  Louis Chiron Maserati 2:17.2 + 18.6
20 56  Pierre Levegh Talbot-Lago-Talbot 2:17.2 + 18.6
21 32  Cuth Harrison ERA 2:18.4 + 19.8
22 2  Johnny Claes Talbot-Lago-Talbot 2:18.6 + 20.0
23 52  Felice Bonetto Milano-Speluzzi 2:19.8 + 21.2
24 50  David Murray Maserati 2:22.0 + 23.4
25 22  Clemente Biondetti Ferrari-Jaguar 2:30.6 + 32.0
26 62  Franco Comotti Maserati-Milano 2:33.6 + 35.0
27 28  Paul Pietsch Maserati 3:00.2 + 61.9
DNA 14  Giovanni Bracco Ferrari    
DNA 26  Reg Parnell Maserati    
DNA 34  Luigi Platé Talbot    
 

 

Ordine d'arrivo - Final standing

Pos No Pilota Vettura Giro Tempo/Ritardo
1 10  Nino Farina Alfa Romeo 80 2:51:17.4
2 48  Dorino Serafini
 Alberto Ascari
Ferrari 80 + 1:18.6
3 36  Luigi Fagioli Alfa Romeo 80 + 1:35.6
4 58  Louis Rosier Talbot-Lago-Talbot     75 + 5 Laps
5 24  Philippe Étancelin Talbot-Lago-Talbot 75 + 5 Laps
6 38  Toulo de Graffenried     Maserati 72 + 8 Laps
7 8  Peter Whitehead Ferrari 72 + 8 Laps
Rit 50  David Murray Maserati 56 Cambio
Rit 32  Cuth Harrison ERA 51 Radiator
Rit 12  Raymond Sommer Talbot-Lago-Talbot 48 Cambio
Rit 40  Guy Mairesse Talbot-Lago-Talbot 42 Perdita olio
Rit 4  Franco Rol Maserati 39 Ritirato
Rit 60  Piero Taruffi
 Juan Manuel Fangio
Alfa Romeo 34 Cambio
Rit 56  Pierre Levegh Talbot-Lago-Talbot 29 Gearbox
Rit 18  Juan Manuel Fangio Alfa Romeo 23 Cambio
Rit 2  Johnny Claes Talbot-Lago-Talbot 22 Surriscaldamento
Rit 16  Alberto Ascari Ferrari 21 Motore
Rit 22  Clemente Biondetti Ferrari-Jaguar 17 Motore
Rit 64  Henri Louveau Talbot-Lago-Talbot 16 Freni
Rit 62  Franco Comotti Maserati-Milano 15 RRitirato
Rit 42  Maurice Trintignant Simca-Gordini 13 Perdita acqua
Rit 6  Louis Chiron Maserati 13 Pressione olio
Rit 46  Consalvo Sanesi Alfa Romeo 11 Motore
Rit 44  Robert Manzon Simca-Gordini 7 Trasmissione
Rit 30  Prince Bira Maserati 1 Motore
Rit 28  Paul Pietsch Maserati 0 Motore
DNS 52  Felice Bonetto Milano-Speluzzi 0 Non partito
 

Giro più veloce - Fastest lap
il settimo di Fangio in 2'00" alla media di km/h 188,909.

Cronaca della corsa
L'attesa per questo XXI Gran Premio d'Italia, che è anche la settima ed ultima prova del 1º anno di Formula 1, è tanta, sia perché ognuno dei 3F (Farina, Fangio, Fagioli) può ancora vincere il titolo iridato, sia perché, fino all'ultimo momento, è in dubbio la partecipazione della Ferrari, che solo in extremis iscrive due vetture affidandole rispettivamente ad Alberto Ascari e a Dorino Serafini, ex pilota di motociclismo. Avviene, così, il debutto ufficiale della Ferrari 375, che, spinta da un motore 12 cilindri a V di 60° di 4.500 cm³ (il massimo consentito per i motori aspirati), sviluppa, in questa prima versione, una potenza di 330 cavalli, a 7.000 giri/minuto, con un peso di 850 kg, ed un rapporto peso/potenza di 2,57 kg/CV. Il serbatoio carburante è di 195 litri, con un consumo stimato di circa 2,5 km/litro. Anche l'Alfa Romeo approfitta di questa vetrina milanese per fare debuttare, con Fangio e Farina alla guida, la 159, erede naturale della 158, della quale ricalca l'impostazione generale, ma dalla quale si differenzia per il miglioramento dell'impianto frenante e della trasmissione, e, soprattutto, per l'adozione del ponte De Dion, che era stato abbandonato 3 anni dopo l'uscita del 1° modello. La potenza sale a 425 CV a 9.300 giri/minuto (sarà il motore di 1.500 cm³ più potente mai costruito nella storia dell'automobilismo), e, con un peso di soli 710 kg, fa scendere il rapporto peso/potenza ad uno stupefacente 1,67 kg/CV. La capacità dei serbatoi è portata a 300 litri. Unica nota dolente di questa macchina, che sembra destinata a stracciare tutti gli avversari, il consumo abnorme, calcolato in circa 0,580 km/litro, tanto che, nel corso della stagione successiva, alcune vetture saranno dotate di un serbatoio aggiuntivo posto sul fianco del motore. A favore delle Alfa Romeo giocano la potenza, la leggerezza, e l'affidabilità, ma la Ferrari dimostra subito tutto il suo valore, e, nelle prove ufficiose, nonostante condizioni meteorologiche sfavorevoli, Ascari migliora di tre decimi di secondo il record sul giro, ad oltre 190 km/h di media. Chi pensava che le Ferrari potessero prevalere solo in virtù dei loro più bassi consumi, che garantivano una sosta in meno ai box per i rifornimenti, deve ricredersi. Al via della gara, il più veloce è Farina, seguito da Fangio e Sanesi, mentre Ascari appare in difficoltà, ma, al primo passaggio sulla linea del traguardo, il giovane pilota milanese è già secondo, seguito da Fangio, Sanesi, Taruffi e Fagioli. Procedendo di conserva, i due piloti di testa aumentano, giro dopo giro, il loro vantaggio su tutti gli altri, e, al 15º giro, Ascari passa in testa, tra l'entusiasmo della folla. Ma la gioia dura poco, e, dopo solo un giro, il ferrarista è costretto a fermarsi lungo la pista, per la rottura di un cuscinetto del ponte, dando via libera a Farina, che, tornato al comando, non lo lascerà più fino alla fine. Al 24º giro anche Fangio è costretto ai box, per la rottura del radiatore dell'acqua, ma il pilota argentino non si rassegna, e, poco dopo, torna in pista con l'Alfa Romeo 158 di Taruffi, tra i fischi di disapprovazione del pubblico, ma ricorrendo ad una precisa disposizione regolamentare, che permette un simile gioco di squadra. Poco dopo anche Serafini, alla guida della seconda Ferrari, ed in quarta posizione alle spalle di Fagioli, si ferma ai box, e, al suo posto, dopo la sostituzione delle gomme, riparte Ascari, fra le acclamazioni del pubblico. La situazione, adesso, è la seguente: 1° Farina, 2° Fangio, 3° Fagioli, 4° Ascari. Ma le sorprese non sono finite, e Fangio è costretto a fermarsi definitivamente al 35º giro, per problemi al motore, dando così l'addio ai suoi sogni di conquistare il titolo mondiale, mentre Ascari continua la sua rincorsa a Fagioli, sperando di conquistare almeno il 2º posto, ciò che si verifica puntualmente, quando il pilota dell'Alfa Romeo, al 52º giro, è costretto a fermarsi ai box per il rifornimento. Anche Farina, successivamente, è costretto a fermarsi per rifornire, ma il suo vantaggio è tale da mantenere fino in fondo la prima posizione, che gli vale il titolo mondiale. A Fangio la magra consolazione del giro più veloce.

Video

 

Social & Newsletter

© 2018 Monzasport | All Rights Reserved. | Development by WM3

Cerca..

I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Maggiori informazioni Ok Rifiuta