Gran Premio d'Italia di Formula 1

Gran Premio d'Italia, Monza 1922

II Gran Premio d'Italia
Autodromo di Monza, 10 settembre 1922
Lunghezza pista Km 10
Gara su 80 giri (km 800)


Schieramento di partenza (a sorteggio)
Starting grid (drawed)

No.5
Felice Nazzaro
FIAT 804
No.20
Franz Heim
Heim
 
No.9
Guido Meregalli
Diatto 4DC
No.16
Pierre De Vizcaya
Bugatti Type 30
No.18
Pietro Bordino
FIAT 804
No.31
Reinhold Stahl
Heim
No.29
Enrico Giaccone
FIAT 804
No.22
Alfieri Maserati
Diatto 20S


Ordine d'arrivo - Final standing
1 - Pietro Bordino FIAT 5h.43'13" giri 80
2 - Felice Nazzaro FIAT 5h.51'35" giri 80
3 - Pierre De Vizcaya Bugatti 6h.01'43"2/5 76
Media del vincitore: 139,855 km/h

Giro più veloce - Fastest lap
50° di Bordino in 4' 55" alla media di km/h 146,938.

Ritirati- Drivers retired
Enrico Giaccone (1° giro), Reinhold Stahl (7°), Franz Heim (16°), Alfieri Maserati (27°), Guido Meregalli (53°).

Non partiti
No. 37 Gregor Kuhn, Austro-Daimler (Incidente mortale durante le prove)
No. 1 Jules Goux, Ballot 2LS        
No. 2  Jean Chassagne, Sunbeam        
No. 3  Ernest Friderich, Bugatti Type 30        
No. 4 Max Sailer, Mercedes        
No. 6 Eugenio Silvani, Bianchi 18        
No. 7 Art Henney, Heim        
No. 12 Albert Guyot, Rolland-Pilain A22        
No. 13 René Thomas, Delage 2LCV        
No. 14 Giulio Foresti, Ballot 2LS        
No. 15 Royaume-Uni Henry Segrave, Sunbeam        
No. 17 Christian Lautenschlager, Mercedes        
No. 19 Bartolomeo Costantini, Bianchi 18        
No. 25 Victor Hémery, Rolland-Pilain A22        
No. 26 Kenelm Lee Guinness, Sunbeam        
No. 27 Pierre Marco, Bugatti Type 30        
No. 28 Otto Salzer, Mercedes        
No. 30 Caberto Conelli, Bianchi        
No. 35 Louis Wagner, Rolland-Pilain A22        
No. 36 Jacques Mones-Maury, Bugatti Type 30        
No. 39 Jean-Philippe Sadi-le-Cointe, Rolland-Pilain A22        
No.   8 Alfred Neubauer, Austro-Daimler        
No. 32 Lambert Pocher, Austro-Daimler

Cronaca
Prima di essere disputato, quello del 1922 era già un Gran Premio destinato ad entrare nella storia dell’automobilismo sportivo. Teatro della manifestazione fu, infatti, il nuovissimo autodromo di Monza, opera grandiosa resa possibile dalla tenacia di uomini come Arturo Mercanti, il senatore Crespi ed il senatore Puricelli. La pista e le più importanti strutture nacquero in 100 giorni: furono impegnati 3500 operai, 200 carri con cavallie 30 autocarri. Oltre all’interesse per il nuovo tracciato vi era però grande attesa per il ripetersi del duello italo-francese. Le macchine italiane erano reduci dalla sonante vittoria di Strasburgo, dove si tenne il Gran Premio di Francia. In quella gara a cui parteciparono ben 18 concorrenti in rappresentanza di sei marche (Aston Martin, Ballot, Bugatti, Fiat Rolland-Pilain e Sunbeam) la vittoria italiana era stata nettissima: Nazzaro su Fiat aveva vinto infliggendo al secondo classificato, De Vizcaya, ben 58 minuti di distacco. A Monza vennero iscritti ben 38 concorrenti. Fu però un fuoco di paglia: alle prove si presentarono solamente dieci vetture. Inoltre, le due Austro-Daimler si ritirarono dopo l’incidente che aveva provocato la morte del pilota tedesco Kuhn, quindi alla gara parteciparono solo otto vetture. Evidentemente la superiorità delle Fiat scoraggiò la concorrenza. Trai i ritiri dell’ultima ora il più clamoroso fu certamente quello delle Bugatti, ovvero le uniche macchine in grado di competere con le Fiat. L’industriale franco-italiano Bugatti in un’intervista dichiarò: "I rapporti delle macchine non sono adatti alla natura del circuito, che dalle descrizioni dei giornali sembrava più veloce. Anche le gomme che abbiamo portato non vanno bene". Dopo molte pressioni degli organizzatori Bugatti permise ad uno dei sui piloti, lo spagnolo De Vizcaya, di partecipare alla corsa. Le gomme per la macchina gli furono prestate dalla squadra Fiat. Dato lo scarso numero di contendenti non vi furono dubbi, nemmeno alla vigilia, sul risultato a favore delle Fiat. Eppure la partecipazione di pubblico fu incredibile. Mai in Italia si erano viste tante persone riunite da una manifestazione sportiva. Si parlo’ di 150.000 spettatori: un corteo che, ininterrotto dalle quattro della mattina, si recò all’autodromo. Al parco, nei soli posteggi, affluirono anche 10.000 autovetture, un numero impressionante se si pensa che eravamo nel lontano 1922. La gara fu senza lotta; Bordino si portò in testa seguito da De Vizcaya, Nazzaro, Meregalli e Maserati mentre Giaccone non riuscì a partire. Dopo cinque giri, con Bordino sempre in testa, lo spagnolo si fermò ai box per sostituire le candele e farsi prestare un paio d’occhiali in quanto, nella fretta, il gentiluomo iberico era partito vestito da turista e senza occhiali di protezione. In seconda posizione, con circa mezzo giro di distacco, passò Nazzaro. La gara proseguì senza colpi di scena e poco dopo I 50 giri rimasero in gara solo in tre: Bordino, a 10 minuti Nazzaro e a 25 De Vizcaya. Negli ultimi giri Nazzaro aumentò il ritmo recuperando parecchio terreno, ma Bordino risultò irraggiungibile e tagliò il traguardo con due giri di vantaggio. A fine gara i tifosi della Fiat invasero la pista e De Vizcaya, data la folla, non riuscì a concludere la prova; in compenso fu anch’egli portato in trionfo dagli sportivissimi tifosi italiani.

Galleria fotografica (fotografie non originali, fonte Internet)

 

 

 

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